Quali sono gli obblighi di chi fa noleggio occasionale ?

Come abbiamo visto nella prima parte dell’articolo, l’armatore privato può noleggiare la sua barca a vela senza che si configuri lo svolgimento di attività commerciale. Lo stabilisce il Codice della Nautica e si tratta di una norma in deroga alle regole generali che è relativa solo al noleggio e non anche alla locazione.

Un aspetto da non sottovalutare per il privato che svolge, seppure in modo occasionale, attività di noleggio è che la legge non ha inteso estendere la deroga alle norme che regolano gli obblighi del noleggiante, dettate dall’art. 48 del Codice della Nautica e che possiamo riassumere come segue:

  • la barca deve essere in perfetta efficienza,
  • la barca deve essere armata ed equipaggiata convenientemente,
  • la barca deve essere completa di tutte le dotazioni di sicurezza,
  • la barca deve essere munita dei prescritti documenti.

Inoltre, occorre ricordare sempre che la barca deve essere “coperta dall’assicurazione RC estesa in favore del noleggiatore e dei passeggeri per gli infortuni e i danni subiti in occasione o in dipendenza del contratto di noleggio, in conformità alle disposizioni ed ai massimali previsti per la responsabilità civile”.

E’ di tutta evidenza che si tratta di norme di buon senso che tutti gli armatori dovrebbero già seguire perché consapevoli delle responsabilità che assumono verso gli ospiti. In ogni caso è bene ricordare che sono anche imposizioni di legge e che, in caso di inosservanza, si applicano le sanzioni previste da un minimo di 276 euro ad un massimo di 1.377 euro.

Cosa è incluso nel prezzo del noleggio occasionale?

L’art. 49 del codice della nautica prevede che al carburante (che il legislatore per la verità chiama “combustibile”) , all’acqua ed ai lubrificanti necessari per il funzionamento del motore debbano provvedere gli ospiti noleggiatori. Tuttavia è ammesso che si possano pattuire degli accordi diversi tra le parti.

Nel caso della barca a vela il carburante non è certamente uno dei costi più importanti. Per uscite giornaliere o week end, è prassi comune includere il costo del carburante nel canone di noleggio, mentre per vacanze di una settimana il costo dei rifornimenti viene solitamente diviso tra gli ospiti in base ai consumi effettivi, che a loro volta dipendono dal tipo di navigazione che le condizioni meteo permettono di fare.

L’argomento vuole tuttavia essere uno spunto per ricordare a tutti di indicare sempre nelle condizioni contrattuali cosa si intende incluso o escluso dal prezzo del noleggio. Sono poche righe che servono a chiarire gli accordi per quanto riguarda non solo il carburante, ma soprattutto i porti e la cambusa.

Ma chi è al comando della barca a vela noleggiata ?

Nella prima parte dell’articolo abbiamo già anticipato che la “disponibilità” della barca rimane al proprietario e abbiamo assimilato la disponibilità al comando dell’imbarcazione.

In linea di massima sarà proprio così: è la persona fisica proprietaria della barca a vela che ne assume il comando e la conduzione durante il periodo di noleggio. Ciò non significa che, per fare un esempio, non si possa fare timonare un ospite ma bensì che l’imbarcazione deve essere sotto il comando del proprietario (in possesso della patente nautica per la zona di navigazione effettiva).

La legge ammette tuttavia che il proprietario possa “utilizzare altro personale” per il comando e la condotta dell’imbarcazione. Anche tale “altro personale” deve avere solo il requisito della patente nautica.

La ratio della norma va probabilmente posta in relazione al fatto che i soggetti che possono noleggiare la propria barca sono sia persone fisiche che società (ovviamente che non svolgono attività di noleggio o di locazione con partita IVA) e che quindi il legislatore abbia inteso indicare per queste ultime la possibilità di assumere del personale a cui affidare il comando o la conduzione della imbarcazione. Tuttavia tale distinzione non è stata attuata nel testo di legge, con la conseguenza che anche al proprietario persona fisica è concesso avvalersi di altro personale per il comando e la conduzione della barca.

Da notare poi che il Codice della Nautica afferma che le prestazioni di lavoro del personale assunto per il comando o la conduzione della barca devono essere considerate come “lavoro accessorio” di cui all’art. 70 del Decreto Legislativo 10 settembre 2003 n. 276 e che ad esse si applicano le disposizione di cui all’art. 72 dello stesso decreto (i famosi “voucher”).

Peccato che il Decreto Legislativo n. 81 del 15 giugno 2015 abbia abrogato sia l’art. 70 che l’art. 72 del predetto decreto n. 276/2003. Con la recente revisione del Codice della Nautica il legislatore ha perso l’occasione per ridefinire questa fattispecie, lasciando sul punto un vuoto normativo.

Non potendo in questo contesto approfondire ulteriormente l’evoluzione della disciplina del lavoro accessorio, facciamo solo notare che anche le disposizioni che richiedono di inviare ad INPS ed INAIL la comunicazione di noleggio occasione sembrano a questo punto del tutto inapplicabili.

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Sulle modalità di comunicazione delle attività di noleggio occasionale e sui contratti di noleggio torneremo con la pubblicazione della terza parte dell’articolo. Per qualsiasi necessità non esitate a contattarci scrivendo a normativa@gosaily.com.