Perché un armatore privato può noleggiare la sua barca

Come forma di incentivazione al settore della nautica da diporto, la legge italiana consente ad un armatore privato di noleggiare a terzi la sua barca a vela, ricavando quindi dei proventi che sono assoggettati, come vedremo, ad un regime fiscale particolare e limitato.

Per chi fosse interessato alle fonti normative, la norma che ha introdotto questa possibilità è il Decreto Legge n. 69 del 21 giugno 2013, convertito con modificazioni nella Legge n. 98 del 9 agosto 2013. In sostanza con questo decreto è stato aggiunto un articolo, il 49-bis, al Codice della nautica da diporto (Decreto Legislativo n. 171 del 18 luglio 25).

Recentemente, con l’introduzione delle ultime modifiche al Codice delle Nautica in vigore dal 13 febbraio 2018, sono state apportate modifiche minori al testo originale. L’art. 49-bis nella sua versione definitiva afferma che (in corsivo le ultime modifiche):

il proprietario persona fisica o società non avente come oggetto sociale il noleggio o la locazione, ovvero l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, di imbarcazioni e navi da diporto di cui all’articolo 3, comma 1, iscritte nei registri nazionali, può effettuare, in forma occasionale, attività di noleggio della predetta unità. Tale forma di noleggio non costituisce uso commerciale dell’unità.

Quindi, trattando il tema dal solo punto di vista delle imbarcazioni da diporto a vela, qualsiasi privato, in forza di questa legge, può noleggiare la sua barca a vela se di lunghezza compresa tra i 10 e i 24 metri (ma la norma vale anche per la navi da diporto).

Attenzione a non confondere il noleggio con la locazione

In termini legali una cosa è parlare di noleggio ed un’altra, ben diversa, è parlare di locazione. E’ bene precisarlo, perché questa terminologia può generare confusione e fraintendimenti.

Partiamo dalla locazione, che è “il contratto con il quale una delle parti si obbliga verso corrispettivo a cedere il godimento dell’unità da diporto per un periodo di tempo determinato“. In base a questo contratto, il “conduttore esercita la navigazione e ne assume la responsabilità ed i rischi“.

Quindi chi prende in “locazione” una barca a vela ne assume normalmente anche il comando. E’ ammesso, ed è anche piuttosto frequenti nella realtà, che chi prende in locazione (diremmo in affitto) una barca può delegare il comando ad una persona qualificata di sua fiducia, che è generalmente uno skipper. Ma occorre ricordare che il conduttore della barca (che ha firmato il contratto di locazione) è responsabile in solido con il conducente della barca per qualsiasi danno causato a terzi a meno che non possa provare che la circolazione della barca è avvenuta contro la sua volontà.

Insomma, che affitta una barca con un contratto di locazione (il “bareboat charter” in inglese) fa il check-in, prende le chiavi, molla gli ormeggi, va dove vuole (a meno di limitazioni di zona nel contratto) ed è responsabile di quello che accade. Il locatore rimane a terra ed aspetta il suo rientro per verificare al check-out che sia tutto in ordine.

Caso diverso è quello del noleggio, contratto in base al quale:

“una delle parti, in corrispettivo del nolo pattuito, si obbliga a mettere a disposizione dell’altra l’unità da diporto per un determinato periodo da trascorrere a scopo ricreativo in zone marine o acque interne di sua scelta, da fermo o in navigazione, alle condizioni stabilite dal contratto. L’unità noleggiata rimane nella disponibilità del noleggiante, alle cui dipendenze resta anche l’equipaggio”.

In questo caso il noleggiante, cioè l’armatore, prende l’impegno di avere a bordo il suo ospite o i suoi ospiti, i noleggiatori, per trascorrere un certo periodo di tempo in mare. Ma le zone di navigazione sono scelte dall’armatore, che continua ad avere la disponibilità (ed il comando) della barca. Se ci fosse a bordo un equipaggio tecnico, sarebbe alle dipendenze dell’armatore.

Fatta questa distinzione, occorre dire che entrambe le tipologie della locazione e del noleggio configurano sempre lo svolgimento di attività commerciale. Quindi l’armatore deve avere una ditta individuale o una società iscritta al Registro delle Imprese, e la barca deve essere adibita ufficialmente ad uso commerciale, con annotazione di questa destinazione d’uso nei pubblici registri e sulla licenza di navigazione. Quando un’imbarcazione da diporto viene iscritta come unità commerciale, non è più ammesso il suo uso promiscuo anche ai fini privati.

Ma quindi cos’è il noleggio occasionale da privati ?

Come abbiamo visto in apertura, le legge ammette un’eccezione alla regola generale. A dire il vero le eccezioni sono almeno tre. Vediamole in dettaglio:

  • la prima eccezione consiste nel permettere ad un armatore privato di effettuare attività di noleggio con la sua barca a vela (imbarcazione da diporto). Abbiamo detto noleggio e non locazione. Quindi, se l’armatore della barca a vela è un privato, non è mai ammesso che possa concedere la sua barca in locazione.
  • la seconda eccezione consiste nel fatto che l’attività di noleggio svolta in forma occasionale da un armatore privato non è considerata attività commerciale. L’occasionalità deve essere vista in contrapposizione alla abitualità ed alla professionalità. Lo vedremo meglio in un altro articolo, ma possiamo anticipare che non va confusa con il limite di giorni di noleggio.
  • la terza eccezione, forse per certo versi la più discutibile, è che “in deroga alle disposizioni recanti l’istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto” all’armatore privato che noleggia occasionalmente la sua imbarcazione è richiesto il solo requisito del possesso della patente nautica.

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In un prossimo articolo tratteremo delle disposizioni fiscali e delle procedure che deve seguire l’armatore che effettua attività noleggio occasionale. Per qualsiasi necessità non esitate a contattarci scrivendo a normativa@gosaily.com